Girasole (Helianthus annuus L.)

Il ciclo colturale del girasole dura in media 110 - 145 giorni, a seconda della coltivazione. L’accrescimento di questa pianta è piuttosto veloce nel periodo di fioritura, durante cui viene prodotta circa l’80% della biomassa. In Italia, generalmente, la raccolta viene eseguita in settembre, quando tutte le piante si presentano completamente disseccate. Le rese variano in funzione del numero di piante per unità di superficie, del numero di fiori della calatide e del peso medio di un achenio.
A livello nazionale le produzioni medie di seme sono di circa 2,5 t/ha, con quantitativi di olio corrispondenti a circa 1,2 t/ha; in condizioni molto favorevoli (ad esempio in coltura irrigua) si possono raggiungere 4,5 t/ha di seme e superare, quindi, 2 t/ha di olio. Considerando che mediamente l’olio di girasole grezzo ha un potere calorifico inferiore (PCI) di circa 37 MJ/kg, da un ettaro è possibile ricavare, in media, quasi 45.000 MJ di energia.

Soia (Glycine max L.)

La coltivazione della soia è molto diffusa a livello mondiale soprattutto per la farina che se ne ricava. L’olio, invece, pur rappresentando una tra le maggiori produzioni al mondo (per il 2008, 37,5 Mt, secondo solo all’olio di palma con 38,9 Mt), è da considerarsi, in realtà, più come un sottoprodotto che come prodotto principale. La soia è una pianta erbacea annuale a ciclo estivo, interamente pubescente, alta da 70 a più di 130 cm, con portamento eretto più o meno cespuglioso. Appartiene alla famiglia delle Leguminose, il frutto è un baccello, piccolo, ricoperto di peli, che si può presentare diritto o incurvato. Le rese sono variabili; in Italia (Pianura Padana) si parla di 3-3,5 t/ha, ma si possono superare le 4 t/ha oppure scendere fino a 2 t/ha per le colture intercalari. La resa in olio (PCI ~ 37 MJ/kg) oscilla in media tra 0,4 e 0,8 t/ha e la resa energetica varia generalmente fra 15.000 e 30.000 MJ/ha.

Colza (Brassica Napus L.)

Il colza appartiene alla famiglia delle Crucifere e al genere Brassica. L’infiorescenza a grappolo è terminale, formata da 150-200 fiori ermafroditi, aventi la struttura tipica delle Crocifere; il rutto è una siliqua (frutto secco deiscente) che un falso setto interno (replum) divide in 2 carpelli contenenti numerosi semi (fino a 20 ciascuno). A seconda della varietà, una siliqua può contenere da 15 a 40 semi. Le attuali produzioni medie, a livello nazionale, sono dell’ordine di 2,6 t/ha, con punte di oltre 3 t/ha; in centro-Europa (Francia-Germania) variano dalle 3 alle 4 t/ha. Il contenuto di olio può oscillare tra il 35 ed il 45%, con una resa ad ettaro compresa tra 0,75 e 1,5 t. Considerando un PCI mediamente pari a 37 MJ/kg, l’energia teorica ottenuta è generalmente compresa fra circa 30.000 e 50.000 MJ/ha.

Girasole (Helianthus annuus L.)

Il ciclo colturale del girasole dura in media 110 - 145 giorni, a seconda della coltivazione. L’accrescimento di questa pianta è piuttosto veloce nel periodo di fioritura, durante cui viene prodotta circa l’80% della biomassa. In Italia, generalmente, la raccolta viene eseguita in settembre, quando tutte le piante si presentano completamente disseccate. Le rese variano in funzione del numero di piante per unità di superficie, del numero di fiori della calatide e del peso medio di un achenio.
A livello nazionale le produzioni medie di seme sono di circa 2,5 t/ha, con quantitativi di olio corrispondenti a circa 1,2 t/ha; in condizioni molto favorevoli (ad esempio in coltura irrigua) si possono raggiungere 4,5 t/ha di seme e superare, quindi, 2 t/ha di olio. Considerando che mediamente l’olio di girasole grezzo ha un potere calorifico inferiore (PCI) di circa 37 MJ/kg, da un ettaro è possibile ricavare, in media, quasi 45.000 MJ di energia.

Soia (Glycine max L.)

La coltivazione della soia è molto diffusa a livello mondiale soprattutto per la farina che se ne ricava. L’olio, invece, pur rappresentando una tra le maggiori produzioni al mondo (per il 2008, 37,5 Mt, secondo solo all’olio di palma con 38,9 Mt), è da considerarsi, in realtà, più come un sottoprodotto che come prodotto principale. La soia è una pianta erbacea annuale a ciclo estivo, interamente pubescente, alta da 70 a più di 130 cm, con portamento eretto più o meno cespuglioso. Appartiene alla famiglia delle Leguminose, il frutto è un baccello, piccolo, ricoperto di peli, che si può presentare diritto o incurvato. Le rese sono variabili; in Italia (Pianura Padana) si parla di 3-3,5 t/ha, ma si possono superare le 4 t/ha oppure scendere fino a 2 t/ha per le colture intercalari. La resa in olio (PCI ~ 37 MJ/kg) oscilla in media tra 0,4 e 0,8 t/ha e la resa energetica varia generalmente fra 15.000 e 30.000 MJ/ha.

Colza (Brassica Napus L.)

Il colza appartiene alla famiglia delle Crucifere e al genere Brassica. L’infiorescenza a grappolo è terminale, formata da 150-200 fiori ermafroditi, aventi la struttura tipica delle Crocifere; il rutto è una siliqua (frutto secco deiscente) che un falso setto interno (replum) divide in 2 carpelli contenenti numerosi semi (fino a 20 ciascuno). A seconda della varietà, una siliqua può contenere da 15 a 40 semi. Le attuali produzioni medie, a livello nazionale, sono dell’ordine di 2,6 t/ha, con punte di oltre 3 t/ha; in centro-Europa (Francia-Germania) variano dalle 3 alle 4 t/ha. Il contenuto di olio può oscillare tra il 35 ed il 45%, con una resa ad ettaro compresa tra 0,75 e 1,5 t. Considerando un PCI mediamente pari a 37 MJ/kg, l’energia teorica ottenuta è generalmente compresa fra circa 30.000 e 50.000 MJ/ha.